Eccoci di nuovo in campo a disputare una “partita
vera” dopo un anno di stop forzato, buttato al vento per volere dei sapientoni
del basket ticinese. Il torneo pre-campionato di Barbengo ci ha aiutate a
rientrare un po’ nelle competizioni, ma alla nostra età è sicuramente ancora
poca cosa.
Il volto della squadra è completamente cambiato:
alcune giocatrici salteranno tutta la stagione perché in “dolce attesa”, altre
sono rientrate dopo il lieto evento, alcune sono partite per studi o motivi
professionali, altre ancora ferme per infortuni…. Un gruppo in continua
evoluzione, con nuovi arrivi che abbasseranno l’età media, ringiovanendolo.
Sulla carta siamo ben rifornite: il problema
essenziale che poi si evidenzia in partita è la sfortuna di non riuscire a
lavorare in palestra con un gruppo fisso di giocatrici. Le molteplici priorità
personali famigliari non consentono di fare di più e quindi quest’anno la
squadra è questa, molto eterogenea e parecchio diversa.
E poi nota dolentissima: siamo sempre senza coach
e psicologicamente, questa assenza pesa tantissimo sul lavoro, anche se il
nostro intento è quello di giocare per divertimento!
Non che cambino gli obiettivi di sempre
(divertimento appunto, passione, dopolavoro), ma non ci sono le basi per un
lavoro più serrato verso certi obiettivi come per le altre stagioni.
La partita di sabato contro Bellinzona è lo
specchio di quanto riusciamo a produrre in palestra e la conseguenza di 1
stagione intera trascorsa sì ad allenarci, ma senza vere competizioni. Mancanza
di agonismo, di ritmo e di concentrazione. Non siamo mai riuscite ad entrare
veramente in partita e la valanga di errori in attacco ci hanno precluso
qualsiasi possibilità di recupero. Buona per contro a tratti la difesa, ma non
sempre sufficientemente reattiva e pronta a contenere le giovani avversarie. In
attacco abbiamo sprecato troppo. Buona anche la conduzione del duo arbitrale.
Ora la coppa è un discorso archiviato e a metà
novembre iniziamo il nostro campionato, dopo il rinvio della prima partita
chiesto da Bellinzona. Troveremo lì la continuità al nostro lavoro, oltre alla
nostra abituale grinta e determinazione che, nonostante quanto mostrato sabato,
sono e restano le nostre caratteristiche principali. Da sempre.
Grazie a chi ci ha dato una mano: le signore al tavolo,
le amiche in buvette e le due presenze maschili che ci hanno aiutato, come
hanno potuto.
Osservazione doverosa: due ragazze appena giunte
in squadra non sono state schierate come decima e undicesima in maglia SAM,
nonostante la richiesta di tesseramento sia stata inoltrata in tempo più che
utile. E poi girano le email alle squadre senior di far giocare di più le
giovani….