SAM Massagno Basket: Interviste: 15 domande a: Carlos Lopes

Wednesday, January 7
15 domande a: Carlos Lopes
Breve presentazione dell’allenatore:
Età: 25 anni                                        
Stato civile: Celibe
Professione: Barman AFC
Grado allenatore: 2
Principali esperienze: Allenatore Selezioni Cantonali, Nazionali e nei Lugano Snakes Ultima esperienza: Team Campione Svizzero U17 dei Lugano Snakes
Squadra attuale: Selezione Ticino U17 e Scolari U15 SAM

Le 15 domande:

- Sulla tua nuova esperienza a Massagno:

1. Le tue prime impressioni sulla nuova società?
Ho trovato finalmente un club che oltre che ad avere dei giovani promettenti, ha anche una struttura societaria funzionante, dove c’è armonia ed un ottimo spirito di collaborazione che penso possa giovare al futuro dei nostri giovani talenti.

2. L’anno scorso hai vinto sia il campionato Ticinese che quello Svizzero
con la squadra cadetti del BCL, un grande risultato!

Si, è proprio vero…un anno indimenticabile che ci ha visti vincere la Coppa Ticino, il Campionato Ticinese e i Campionati Svizzeri. Questi successi si devono soprattutto a quello che è stato un gruppo di giovani a dire poco eccezionale, che ha saputo comprendere fino in fondo e mettere in pratica i miei insegnamenti.

3. Per raggiungere una buona crescita tecnica e dei buoni risultati quanti sono gli impegni per settimana (allenamenti + partite) per una squadra giovanile in età scolari-cadetti?
Prima ancora di Scolari-Cadetti mi soffermerei in quella cha a mio modo di vedere è la categoria più importante, ossia i propaganda che dovrebbero assolutamente fare tre allenamenti la settimana più la partita. E’ un’età dove gli impegni scolastici in Svizzera non sono ancora cosi gravosi e quindi bisognerebbe approfittarne per fare un allenamento in più rispetto a quello che fanno quasi tutti i club ossia due. Negli scolari io ho sempre fatto più allenamenti possibili (dai tre ai quattro per settimana più la partita) poiché è un età dove il giovane seppur con tutti i problemi dell’adolescenza lavora senza pensare troppo alla fatica. Nei Cadetti bisogna che ci sia una scelta societaria. Se l’obiettivo è di avere il team e basta o a sfondo sociale ricreativo si può fare un passo indietro facendo due allenamenti più la partita mentre se il club punta ad una formazione “d’élite” creando dei giocatori pronti a ringiovanire le prime squadre bisogna continuare con i tre allenamenti più il match. Io l’ho sempre fatto, facendo però attenzione a svolgere uno dei tre allenamenti nell’arco del week-end in modo che nel corso della settimana i ragazzi abbiano più spazio per gli impegni scolastici che in Svizzera sono davvero onerosi rispetto agli altri paesi d’Europa.
Il concetto rimane in ogni modo quello del: più si lavora (ovviamente bene) e meglio è!

- In generale:

4. Quali sono le tue aspettative per la stagione?
In generale continuare a lavorare con i giovani (soprattutto con quelli del team U15 della Sam che mi stanno ridando l’entusiasmo di allenare) ed aiutarli nella loro formazione cestistica, ma se devo pensare a dei veri e propri obiettivi direi…

1.Vincere il torneo nazionale delle selezioni con il Ticino (ovviamente) U17.
2.Aiutare Stefano Gaggini ed il suo gruppo U15 a vincere il campionato cantonale e chissà…
3.Migliorarmi come allenatore seguendo ancora dei corsi e dei clinics.

5. Il numero ideale di giocatrici per un allenamento?
12

6. Quanto tempo dedichi alla preparazione di un allenamento?
Dipende dal momento della stagione. In prestagione parecchio poiché voglio annotarmi di volta in volta i progressi tecnico-atletici del gruppo e tutta una serie di dati, durante la stagione di meno poiché spesso mi limito a prendere l’ultimo match com’esempio per correggere degli errori commessi insegnando o riprendendo dei fondamentali che non mi sono sembrati acquisiti. Dopo il campionato non preparo gli allenamenti perché penso che il periodo che va da Maggio a fine Luglio debba servire per lavorare forte solo ed esclusivamente sui fondamentali e dare più spazio alla partitella d’allenamento.

7. Puoi descrivere brevemente un tuo allenamento tipo?
Riscaldamento:
- Esercizi in 2 c 0, 3 c 0 che riprendano già un movimento preciso del gioco che la squadra esegue in partita.
- Stretching
- Esercizi di 1 c 1 sui fondamentali.
Fase centrale:
- Situazioni di vantaggio (contropiede/difesa contropiede) in 2 c 1 o 3 c 2
- 5 c 0 e 5 c 5 riprendendo il gioco che il team utilizza.
- Serie d’esercizi di tiro. Prima da tre e poi da due pts.
Fase conclusiva:
- Match in 5 c 5
- Lavoro individuale
- Serie tiri liberi
- Stretching conclusivo

Questo è il tipo d’allenamento che utilizzo più frequentemente
ma ritengo sia molto importante essere in grado di proporre spesso degli esercizi diversi (anche se con lo stesso fine, soprattutto in riscaldamento) affinché il ragazzo debba sentire sempre un senso di “freschezza” e di novità all’interno dell’allenamento. Non fare quindi le cose per abitudine (e di conseguenza spesso senza troppo impegno) ma sempre e comunque ragionare (trovandosi davanti una novità) ed impegnarsi (cosa naturale se stimolato).

8. In che modo ti aggiorni nell’attività di allenatore?
Frequento corsi, clinics, visito spesso dei siti appositi per allenatori dove ci si scambia opinioni tecniche e si possono trovare delle dispense su esercizi e giochi d’attacco e di difesa, compero videotapes e libri tecnici nonché alcuni di autobiografie di alcuni allenatori o giocatori “leggendari”.

9. Che importanza e ruolo deve avere il vice allenatore?
Il vice allenatore deve percepire tutte quelle sfumature che all’allenatore possono scappare e collaborare cosi ad un ambiente sano e produttivo di lavoro con i ragazzi. Deve inoltre dare il suo contributo tattico-tecnico esprimendo le proprie opinioni perché sovente avere un altro parere aiuta ad analizzare meglio le situazioni e di conseguenza si può riflettere sul da farsi con qualche elemento in più a disposizione.

10. E’ meglio vincere per un canestro in più o per averne subito uno di meno?
Se hai vinto per un canestro in più vuol dire che ne hai subito uno in meno,
perché l’attacco inizia sempre dalla difesa!

- A ruota libera:

11. Più tattica o gioco libero? Perché?
ATTACCO
Gioco libero all’interno di una struttura.
Per gioco libero io intendo lasciare che il ragazzo usi anche la fantasia leggendo comunque una determinata situazione di gioco e non di certo giocare in 1 c 5.
Credo che le due cose possono e debbono coesistere!
A noi allenatori il compito di dare un gioco alla squadra che permetta ai ragazzi di avere dei punti di riferimento nei movimenti ma che lasci loro più soluzioni offensive possibili da utilizzare dovendo leggere la difesa o utilizzando il talento e la fantasia.

DIFESA
Tattica, Tattica, Tattica!!!
Dalla difesa a uomo a quella a Zona vince sempre la difesa che ha utilizzato la migliore tattica. Per tattica intendo anche semplicemente decidere di mandare sempre a destra il giocatore che devo difendere se questi è mancino ad esempio.

12. Il basket è uno sport in crescita?
Decisamente sì a livello giovanile.
Decisamente no a livello di serie A.

13. Dove ritieni bisogna progredire?
Bisogna che i club e chi ha i “soldini” capiscano che bisogna investire sui giovani. Cosi facendo si ridurrebbero le spese e si creerebbe entusiasmo attorno ad un team che otterrebbe più facilmente dei finanziamenti dagli sponsor. Certo per fare questo bisognerebbe che i club abbiano il “coraggio” e la “pazienza” di pianificare a medio-lungo termine gli obiettivi cosa che spesso non avviene perché ci si accorge che con uno o due stranieri in più ci si ritrova spesso a poter lottare per la vittoria del campionato.

14. Hai un collega allenatore che stimi particolarmente? Se sì, perché?
Tanti, alcuni anche in Ticino ma preferisco nominarne altri.
Dean Smith, Phil Jackson ed Ettore Messina…e non per le vittorie come qualcuno potrebbe pensare ma perché hanno tutti e tre una dote fondamentale:
sono dei comunicatori eccezionali. Si può essere un mostro di conoscenze tecniche e tattiche ma se non si è in grado di insegnarle e di trasmetterle al proprio team non serve a un bel niente! Smith, Jackson e Messina sono oltre che tecnicamente molto preparati dei comunicatori eccezionali che non si limitano a insegnare il gioco e a dirigere un allenamento ma sanno motivare a dovere ogni singolo giocatore nonché tutto il team nel suo insieme.

15. Quale squadra ti piacerebbe allenare? (è permesso sognare!)
Da assistente mi piacerebbe poter portare anche solo la lavagnetta ad uno dei tre nomi sopra citati…da capo allenatore mi piacerebbe un giorno avere la possibilità d’allenare una squadra nazionale. (Svizzera o Portogallo).