SAM Massagno Basket: Interviste: 15 domande a: Luigi Bruschetti

Monday, December 22
15 domande a: Luigi Bruschetti
Giunti al termine di un anno molto intenso e in vista di un 2004 che sarà per
la società molto importante sotto tutti gli aspetti ci soffermiamo con il Pre-
sidente Luigi Bruschetti per un’intervista a 360°:

Partiamo dal ruolo di Presidente:

1. Brevemente, un 2003 positivo?
- Direi assolutamente di si, sia dal punto di vista sportivo che societario.
L'anno ormai concluso ha confermato la bontà e la linea del lavoro in corso,
soprattutto la ripresa dei Campionati a settembre mi permette queste con-
siderazioni. Siamo sicuramente in crescita, tanto nel minibasket, nel basket
giovanile come pure per quanto riguarda la Prima Squadra, segno che tutti,
ma proprio tutti, stanno dando il massimo

2. La prima squadra è in testa alla classifica di 1LN, le squadre giovanili di-
mostrano di essere competitive nei vari campionati. Soddisfatto del lavoro
dello staff tecnico e dei giocatori?
- In pratica ripeto quanto precedentemente riportato, esprimendo quindi la
mia soddisfazione.
Lo Staff tecnico della Sambasket, modello di competenza e Team affiata-
tisimo, da tempo lavora instancabilmente cercando di perseguire il costante
miglioramento.
Gli avvicendamenti tecnici apportati alle Squadre giovanili e Minibasket nel
corso dell'estate hanno permesso di intensificare la qualità dell'insegnamen-
to della pallacanestro ai giovanissimi. I ragazzini dispongono infatti di coppie
di allenatori validissime e di assoluto livello tecnico, a conferma della volontà
della Commissione Tecnica di porre l'attenzione in queste importantissime
fasce d'età.
La CT è pure riuscita a completare nel migliore dei modo la coppia di allenato-
ri della Squadra Scolari, analogamente a quanto fatto per la Categoria Cadet-
ti nella quale é stata riportata quella dovuta stabilità venuta a mancare a metà
dello scorso Campionato.
La prima Squadra, dopo i miracoli di Lucio Bracelli degli scorsi anni, é stata
affidata ad un allenatore che é garanzia di buon lavoro e che lascia tutti dor-
mire sonni tranquilli.
Un complimento a tutti è quindi d'obbligo!

3. La Sam Basket, una società a volte vista come “riservata” e “tradizionale”,
come è veramente?
- Piuttosto la ritengo una Società molto compatta in tutti i suoi elementi, aspet-
to fondamentale e importantissimo, dove l'"andare d'accordo" é parte inte-
grante della vita societaria e rappresenta un obiettivo sempre da perseguire.
Ciò permette chiaramente un lavoro in Team ed un ambiente sereno dove le sca-
ramucce, che comunque non ci vedono esenti ancorché davvero rare, hanno la
durata di poche ore.
Se per "riservata" intendi quindi essere in grado di lavare i (pochi) panni spor-
chi in casa propria, allora reputo questo un complimento.
Contrariamente ad altre realtà, direi che il Gossip non fa parte della Sambas-
ket Massagno.

4. Il 2004 sarà l’anno dei festeggiamenti per il 40°. Ci sono già delle idee per
ricordare i 40 anni di attività?
- 40 anni sono tanti. Abbiamo scritto cose importanti, ne stiamo scrivendo
altrettante, ancor più ne scriveremo in più in là.
Un giubileo non deve forzatamente essere un momento meramente nostalgico
ma deve essere da stimolo per il futuro.
Una Commissione specifica sta lavorando su questa Festa, ci sono idee ancora
da approfondire, per cui è bene lasciare che maturino per poi comunicarle a
tutti al momento opportuno.
Oltre alla Festa vera e propria il 40° sarà sottolineato con un importantissimo
Tormeo Internazionale Scolari previsto per il Week-end di Pasqua, a cui pren-
deranno parte importantissime Squadre di alto livello tecnico provenienti
dall'estero.
Farà da contorno un Clinic per allenatori che sarà aperto a tutti gli interessati.
C'è chi ci sta lavorando, non v'è che da attendere i dettagli di tutto, si tratte-
rà di avvenimenti molto interessanti e stimolanti.

5. Attualmente in Ticino abbiamo una squadra per lega: A, B e 1.a divisione.
L’anno prossimo potrebbero starci due squadre in A e una in B?
- Guardando ai risultati e alle classifiche di metà Campionato questa ipotesi
potrebbe effettivamente sussistere, anche se è bene stare con i piedi per ter-
ra senza voler fare passi più lunghi delle proprie gambe.
Per quanto ci riguarda l'eventuale promozione sarà esclusivamente la semplice
conseguenza dei risultati sportivi, se questi arriveranno, e la prenderemo in
considerazione solo in quel caso, inteso che ai cronici ripescaggi e strani flussi
di Squadre che solitamente si verificano fine stagione noi non ci stiamo, ques-
tione di serietà.
Altro aspetto imprescindibile sarà la permanenza a Massagno della gran parte
dell'organico e dello Staff Tecnico della Squadra, aspetti fondamentali senza
i quali saremmo costretti ad improvvisare. Se così fosse, disponendo di una rosa
di buon livello e di allenatori all'altezza, potremmo effettivamente avere valide
basi per un salto di categoria.

Nel ruolo di Team-Manager della prima squadra:

6. Quali sono i tuoi principali compiti come Team Manager?
- Beh, credo di non inventare niente, anche se in questo ruolo ho sicuramente
ancora da imparare parecchio, visto che è solo da due anni che lo ricopro.
Per farla breve si tratta di fare tutto il possibile affinché l'organizzazione
dell'attività funzioni per il meglio dal punto di vista organizzativo, logistico,
materiale, oltre che prestare particolare attenzione agli equilibri della Squa-
dra e delle persone che vi fanno parte, cercando di intravvedere i problemi
ancor prima che si rivelino tali, e questo non è sempre facile, ma si tratta di
un aspetto comunque molto interessante che mi appassiona.

7. Nella prima squadra si nota un bel clima “collegiale”.
Che meriti ha il team manager in tutto questo?
- E' vero, stiamo bene, lo dicono spesso anche i nuovi arrivati, e la cosa non può
che fare piacere. Grazie all'impegno di tutti si lavora bene anche divertendosi.
Il clima collegiale lo creano però le persone, in questo caso giocatori e allenatori
che sono tutti bravi ragazzi, anche se è vero che personalmente cerco di essere
molto attento a ciò, intervenendo appena necessario.
Devo dire che quest'anno c'è stato poco bisogno di me in questo senso, visto che
il gruppo della Prima Squadra è particolarmente affiatato, formato da amici veri
che hanno saputo accogliere bene i nuovi che, da parte loro, hanno fatto in modo
che l'inserimento potesse essere il più rapido e ottimale possibile.
Gli anni scorsi qualche "interventino" in più si é reso necessario, ma abbiamo
sempre risolto le cose in poco tempo.

8. La squadra quest’anno ha avuto diversi cambiamenti?
Quali sono i positivi? E i negativi?
- I cambiamenti sono stati necessari, stabilito che occorreva sostituire un allena-
tore che tanto bene aveva fatto in tre anni, oltre ad alcuni giocatori validissimi
che avevano deciso di terminare la carriera.
La scelta di operare in funzione del ringiovanimento della Squadra fa quindi par-
te della politica voluta dalla nostra Commissione Tecnica, come pure quella di aver
cercato e trovato la disponibilità di un allenatore di esperienza, aspetti che, messi
assieme, conferiscono a queste scelte la qualità di rappresentare un progetto che
duri nel tempo.
Si tratta quindi di aspetti molto positivi, la continuità dei risultati lo dimostra.
Il futuro passerà nuovamente per queste scelte.

9. Quali sono i punti forti di questa squadra? E quelli deboli?
- L'ambiente e lo spirito di gruppo sono sicuramente una delle carte vincenti della
Squadra, come pure il fatto di poter disporre di una rosa molto completa, in cui
ogni ruolo è coperto con almeno tre giocatori di valore, in cui i tanti giovani hanno
a disposizione alcuni ragazzi più maturi ad insegnare loro il mestiere.
Certamente il ringiovanimento della rosa, per altro con l'innesto di validissimi gioca-
tori, passa forzatamente attraverso la perdita di un poco di esperienza e furbizia
in campo, aspetti importanti che un giocatore sa far propri soltanto con il tempo.

10. Verso fine gennaio inizierà il girone di promozione. Quali sono le tue aspettative?
- Ripeto quanto precedentemente espresso in merito all'eventualità di una promezio-
ne in Lega Nazionale B, riconfermando l'imprescindibilità di due condizioni fondamen-
tali, la prima legata ai risultati sul campo, la seconda alla necessità di aver bisogno
della garanzia preventiva della permanenza il prossimo anno da parte di tutti.
Tale ultimo aspetto sarà verificato nelle prossime settimane, così da essere pronti
ad affrontare con il giusto spirito il Torneo Finale.

Le ultime 5 domande a “tutto campo”

11. Ti senti più un dirigente o un tecnico?
- Opterei per la prima possibilità, non tanto perché mi sento tale, più che altro
perché si tratta proprio del lavoro che svolgo nella Sambasket, sperando di farlo
bene.
Non ho mai ricoperto il ruolo di tecnico in vita mia, tantomeno mi metto a farlo ora,
ci mancherebbe, non ne ho le competenze, inoltre queste cose non si improvvisano!
Certo che aver perso di soli tre punti, alla nostra Festa di Natale di qualche giorno
fa ritrovandomi allenatore di una Squadra di vecchie glorie, contro l'altra allenata
(udite udite!) dal Coach della Nazionale e da Frank Facchinetti come vice… e come
la prendevano sul serio!!!

12. Il basket in Svizzera è in crescita?
- Per rispondere a questa domanda occorrerebbe effettivamente essere un tecnico,
non propriamente il mio caso.

13. Conosci il basket italiano?
- Più che altro per essere tifoso della Squadra di Milano, ma visti i recenti risulta-
ti faccio finta di ricordarmi soltanto dei tempo di D'Antoni, Meneghin, Mc Adoo e
compagnia bella.
Ciò però mi basta per sapere di aver vinto una marea di Campionati in più rispetto a
Cantù e Varese, squadracce di cui la Sambasket é purtroppo piena di tifosi.

14. Hai un collega presidente o dirigente nel basket che stimi particolarmente?
- Tutti coloro che si mettono a disposizione della gioventù sono da ammirare.
Ma senza andare molto lontano, ho grande stima e riconoscenza per tutti quei
dirigenti, allenatori, collaboratori che lavorano per la Sambasket, tutte persone
preziose il cui apporto è fondamentale per la Società, anche quello apparentemen-
te più insignificante.
Inoltre sono persone che hanno la grazia di sopportarmi…

15. Potendo sognare quale società vorresti Presiedere?
- Ho il difetto di essere stato prima accanito tifoso, solo successivamente dirigente
della Società (a bordo campo durante le partite in realtà sono ancora quello di prima,
ma è bello così).
La passione (ed è tanta) che contraddistingue il mio lavoro per la Società é dettata
quindi dal mio forte attaccamento a questi colori, per i quali da giovane ho pure gio-
cato (lasciamo stare con quali risultati).
Per questo motivo mi riesce difficile immaginare di svolgere la stessa attività da
qualche altra parte, per lo meno la passione non sarebbe la stessa.