SAM Massagno Basket: Interviste: 15 domande a: Fabio Zali


Wednesday, October 1
15 domande a: Fabio Zali
Breve presentazione dell’allenatore:

Età: 39, sono del ’64 come la SAM Basket e l’anno prossimo festeggio anch’io il quarantesimo!                                        
Stato civile: sposato con Paola
Figli: Mara di 6 anni
Professione: ingegnere elettronico.
Grado allenatore GS: 2
Principali esperienze: come giocatore, tutte le giovanili alla SAM col Vecchio (Renato Carettoni) ed un paio di stagioni in Prima Squadra.
Dopo un black-out di circa 15 anni ho ricominciato come allenatore: categorie Scolari, Pulcini e questa è la 4° stagione con i Propaganda.
Ultima esperienza: Propaganda.
Squadra attuale: idem.

Le 15 domande:

- Sulla propria squadra:

1. Come hai impostato il lavoro di preparazione per la nuova stagione?
Ho aggiornato il Programma Tecnico, in base all’esperienza della passata stagione
e considerando anche il livello dei giocatori che formeranno la squadra di quest’anno.

2. Quale sarà il tuo principale obiettivo tecnico?
Apprendimento dei fondamentali ed il loro uso corretto in situazione di gioco che tradotto vuol dire: “imparare a giocare a pallacanestro”. Mi rendo conto che può sembrare una risposta un po’ vaga, il fatto è che a questa età c’è da imparare...tutto!

3. Quanti sono gli impegni per settimana (allenamenti + partite)?
2 allenamenti settimanali e partita al sabato mattina.

4. Quali sono le tue aspettative per la stagione?
Vedere crescere ulteriormente il gruppo ’92 che sembra molto promettente.
In campionato sarebbe un bel risultato qualificarsi ancora per le Final Four.

- In generale:

5. Il numero ideale di giocatori per un allenamento?
Più di 10 e meno di 15 (attualmente la media è 17-18 e sta crescendo ulteriormente).

6. Quanto tempo dedichi alla preparazione di un allenamento?
Non molto, al massimo 15 minuti.
Ho uno schema-tipo di sviluppo e gli esercizi sono abbastanza ricorrenti con alcune variazioni e novità.
Ogni piano d’allenamento viene comunque scritto ed ho a casa un archivio di 6 classatori pieni, non copio mai un allenamento già fatto.

7. Puoi descrivere brevemente un tuo allenamento tipo?
Si tratta di una triplice progressione: dal tecnico al competitivo (prima fondamentali individuali poi esercizi agonistici), dall’individuale al collettivo e da spazio limitato per passare a tutto-campo. Bisogna tenere conto che con i giovanissimi la concentrazione è limitata alla prima fase dell’allenamento mentre la voglia di divertirsi e di giocare è immensa: in qualche modo devono essere gestiti.
In pratica comincio generalmente con esercizi di palleggio e ball-handling associati ad entrate in terzo tempo, poi approfondimento di un fondamentale specifico, esercizi competitivi a tutto campo, immancabilmente qualche situazione di 1c1, mini-partitelle 5c5 o 4c4 molto intense dove si tirano i liberi ma fischio pochissimi falli (agonismo e botte!), gioco ad eliminazione finale per andare in doccia felici e contenti.

8. In che modo ti aggiorni nell’attività di allenatore?
Faccio quello che il tempo disponibile mi permette: oltre agli aggiornamenti ricorrenti, ho sempre seguito il Clinic MB di inizio stagione, ogni tanto guardo nel Web, “scrocco” qualche idea dai colleghi interni ed esterni (anche di altre categorie), gli ultimi 2 regali che ho ricevuto da mia moglie sono libri di basket !

9. Che importanza e ruolo deve avere il vice allenatore?
In allenamento se hai tanti giocatori è fondamentale, è quello che permette di lavorare con il doppio di intensità e di profitto.
In partita vede quello che tu non vedi, se sei abituato ad avere in panchina un vice, quando non c’è devi stare molto attento...

10. E’ meglio vincere per un canestro in più o per averne subito uno di meno?
Insisto abbastanza sulla mentalità difensiva, non tanto per la mia formazione “carettoniana”, ma perché ritengo sia giusto apprenderla specialmente a questa età. Ho comunque notato che sono meno intransigente rispetto ad alcuni anni fa: non richiamo più subito in panchina il giocatore che ha lasciato libero il suo uomo, adesso gli do una seconda possibilità (ma non una terza!).

11. Più tattica o gioco libero? Perché?
Con i Propaganda è auspicabile cominciare ad organizzare il gioco in attacco, seppur in maniera limitata, anche perché negli Scolari cominceranno ad essere confrontati con vari giochi che richiedono già nozioni di spacing e di timing.
Personalmente chiedo sempre la ricerca del contropiede se possibile, esigo il passaggio d’apertura ed il portatore di palla in fascia centrale. Assegno anche dei “ruoli”: nelle rimesse 3 si occupano di portare palla e 2 scattano, ci si ritrova così pronti per un attacco “5 fuori” che svilupperemo durante la stagione. In attacco non dico niente dalla panchina.

- A ruota libera:

12. Il basket è uno sport in crescita?
Non in Ticino, è anni che stiamo marciando sul posto. Esistono alcune belle realtà isolate fatte di allenatori che lavorano bene con le loro squadre, ma niente di più. Non ho ancora visto imporsi una scuola di basket, una filosofia od un’idea...Uno dei problemi è che esistono ancora troppe persone che antepongono il risultato sportivo all’etica, anche a livello giovanile: siamo ancora qui a metterci i bastoni fra le ruote a vicenda ed a rubarci i giocatori di minibasket e questo è semplicemente assurdo se non ridicolo...

13. Dove ritieni bisogna progredire?
Nella serietà, certi personaggi presenti nell’ambiente, addirittura con ruoli di responsabilità, che danneggiano o sfruttano il lavoro di altri per i loro fini andrebbero isolati.

14. Hai un collega allenatore che stimi particolarmente? Se sì, perché?
Seppur non lo conosca bene, ho simpatia per Giuseppe Di Bari a Viganello, è uno che lavora senza tante menate in un contesto impegnativo (ha sempre avuto squadre numerosissime e “vivaci” con buoni risultati). Apprezzo e condivido la sua educazione sportiva, il suo rapporto con i giocatori, con gli arbitri e gli avversari...un bell'esempio di allenatore di movimento giovanile.

15. Quale squadra ti piacerebbe allenare? (è permesso sognare!)
Allenatore professionista del Fort de France in Martinica: fanno un campionato con le altre squadre delle isole Antille. Poi ho anche scoperto che là esiste una comunità di Zali, magari ho un parente che potrebbe ospitarmi...