SAM Massagno Basket: Interviste: 15 domande a: Renato Carettoni

Sunday, September 7
15 domande a: Renato Carettoni
Breve presentazione dell’allenatore: allenatore della nazionale svizzera dal 2000; ex allenatore di SAM Massagno (dal 1971 al 1992 con 7 stagione in serie A); ex allenatore del Lugano (2 volte una stagione e mezza in serie A); ex allenatore del Viganello (una stagione in prima lega).
Età: 51 anni                                
Professione: allenatore di pallacanestro
Grado allenatore GS: 4
Principali esperienze: Allenare la squadra nazionale svizzera e aver giocato e preparato partite contro squadre del primo livello mondiale.
Ultima esperienza: idem
Squadra attuale: idem

Le 15 domande:

- Sulla propria squadra:

1. Come stai impostando il lavoro di preparazione per i prossimi impegni della Nazionale? Tenendo conto dei limiti di tempo imposti dalle varie competizioni di club e dalle ristrettezze finanziarie della Federazione è un lavoro impostato prettamente sulla qualità e sulla praticità. La squadra deve assimilare concetti tattici in poco tempo e svolgerli con grande precisione e qualità: quindi via ogni fronzolo e spazio alle cose importanti ed essenziali.

2. Quale sarà il tuo principale obiettivo tecnico? L’obiettivo è che la squadra scenda in campo giocando un gioco di qualità assoluta, del primo livello, sia in attacco che in difesa. Questo non c’è nessuno che possa impedircelo. Il risultato sarà la conseguenza della qualità di questo lavoro e naturalmente anche della forza degli avversari, che lavorano più di noi e possono perseguire i medesimi obiettivi!

3. Quali sono i tuoi criteri per la scelta dei giocatori della Nazionale? Devono essere motivati e quindi bisogna motivarli! Poi per ogni ruolo deve scegliere i migliori in circolazione e sulla base di 12 giocatori devo avere 6 lunghi (4 e 5) e 6 esterni (1,2 e 3), poi devo avere giocatori in grado di occupare più ruoli e qualche specialista. Inoltre un piccolo sguardo al futuro non va mai tralasciato e quindi non è male lanciare ogni anno uno o due giovanissimi.

4. Quali sono le tue aspettative a medio termine per la Nazionale? Fare un ulteriore salto di qualità. Il nostro livello è passato da quello in cui giocavamo “uguale” contro squadre come Lussemburgo e Islanda a quello dove abbiamo battuto squadra ben più forti come Olanda e Finlandia e dove abbiamo giocato “uguale” contro squadre fortissime come Croazia e Turchia. Ora dobbiamo lavorare per arrivare non solo a giocare uguale ma anche a vincere. Difficilissimo ma bisogna fare di tutto per arrivare a quel livello.

- In generale:

5. Il numero ideale di giocatori per un allenamento? 12

6. Quanto tempo dedichi alla preparazione di un allenamento? Varia, ma almeno un’ora.

7. Puoi descrivere brevemente un tuo allenamento tipo? Riscaldamento-stretching-lavoro sui fondamentali-contropiede-difesa-attacco (schemi o situazioni)-tiro (molto)-stretching (importantissimo e obbligatorio quello alla fine dell’allenamento).

8. In che modo ti aggiorni nell’attività di allenatore? Ragionando “basket” 24 ore su 24! Vale a dire seguendo tutte le competizioni a tutti i livelli, viaggiando, tenendo contatti con allenatori a tutti i livelli, partecipando a clinics, valutando e analizzando le mie idee e avendo l’umiltà anche di cambiarle se è il caso.

9. Che importanza e ruolo deve avere il vice allenatore? Il lavoro di staff è fondamentale. Uno non può arrivare dappertutto. Io ho sempre dato spazio ai miei assistenti e tenuto conto delle loro opinioni. Ho avuto la fortuna di lavorare come assistente con allenatori che mi hanno dato grande spazio e autonomia come Brunello Arnaboldi nei primi anni e Dusko Ivanovic prima di diventare allenatore capo della nazionale. E ho avuto anche la grande fortuna di avere assistenti bravissimi come Barino ai tempi della SAM, Franco Facchinetti al Lugano e ora Randoald Dessarzin alla nazionale.

10. E’ meglio vincere per un canestro in più o per averne subito uno di meno? È esattamente la stessa cosa, perché per me l’attacco è importante come la difesa, al 50%.

11. Più tattica o gioco libero? Perchè? Sia uno che l’altro, dipende dai giocatori a disposizione, ma in ogni caso sempre “disciplina”! Anche nel gioco libero che deve comunque avere regole e non essere anarchia tattica.


- A ruota libera:

12. Il basket è uno sport in crescita? Sì, a tutti i livelli!

13. Dove ritieni bisogna progredire? Nella tattica individuale (lettura della difesa), anche qui a tutti i livelli.

14. Hai un collega allenatore che stimi particolarmente? Se sì, perchè? I colleghi allenatori li stimo tutti quanti, da ognuno si può imparare e migliorare. In ogni caso stimo moltissimo Boscia Tanjevic, Ettore Messina e Dusko Ivanovic in Europa e Mike D’Antoni negli USA.

15. Quale squadra ti piacerebbe allenare? (è permesso sognare!) Il sogno è già realtà: allenare la nazionale del proprio paese ritengo sia il massimo per un allenatore.